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Goodbye Roma...sigh! In breve la cronaca dell'ultima giornata capitolina.
La mattinata la consumiamo a Villa Borghese, Molto verde,tranquillità e tempo bello: er mejo. Mi sono tornate in mente le immagini di quando andavo, da piccolo, allo zoo di Como. Ero affascinato dalle papere, che ho fotografato a valanga. Non mi chiamerei Muller, però se non sfornassi almeno una cavolata giornaliera. Ho chiesto al Nerd di assentarmi un attimo per andare a comprare il famigerato multivitaminico; pur sapendo che mi fa male allo stomaco. Il sadomasochismo non va mai in vacanza.
A grande richiesta del Nerd ci siamo recati alla Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura. Dopo una rapida sosta abbiamo cercato un locale nelle vicinanze per pasteggiare. Ci siamo fermati in un chiosco poco lontano dalla chiesa. La pausa pranzo è stata animata da un personaggio particolare.
Magrolino, a occhio e croce cinquant'anni di età, capelli grigi e sguardo torvo:ecco le caratteristiche di "Er Principe". Nessuna persona l'ha mai chiamato in altro modo; tutti si rivolgevano a lui con riverenza. Dispensava consigli a pioggia:" Quel cappellino rosso non va va bene, meglio azzurro", "Ahò, ma che ce vai a fa' a Fregene? Devi anna' alle Maldive!"; "Cambia parrucchiere, il taglio è orrendo!". L'apice si è raggiunto con l'arrivo di un suo amico (o supposto tale). Gli ha assegnato un compito gravoso: spostare il copricerchione della sua Porsche dalla ruota anteriore sinistra a quella posteriore sinistra. Soddisfatto del lavoro, l'aristocratico ha poi aperto i cordoni della borsa:"Tieni caro, passa un bel ferragosto" e via cinque euro. Ha mantenuto la nobiltà anche nell'uscita del parcheggio. L'ho visto partire, mentre guidava praticamente in piedi, con la testa fuori dal finestrino. Mitico!
Nel pomeriggio abbiamo visitato la Basilica, che mi è piaciuta, per poi proseguire alla volta del quartiere Eur. Quel luogo non mi ha particolarmente emozionato; siamo saliti fino al palazzetto di basket. Non ho potuto fare a meno di tirare una gufata alla squadra locale, io tengo al Cantù, Pennichella in un parco adiacente, e successivo rientro alla Domus.
Per il tardo pomeriggio/serata il programma prevedeva un'escursione sull'Isola Tiberina, e poi il quartiere di Trastevere. Nerd aveva l'indirizzo del ristorante Trucido, ci siamo indirizzati lì. Che coda! Per abbiamo trovato un tavolo per cenare. Indigestione di bucatini all'amatriciana (superbi) e abbacchio per secondo. Per il ritorno abbiamo optato, lasciando perdere i mezzi pubblici, per una passeggiata sul lungotevere. A mio modesto parere, che poi tanto modesto non è, occorrerebbe una bonifica del fiume; l'odore non è dei più gradevoli. Ci siamo poi imbattuti in vari mercatini; tuttavia non ho acquistato alcunchè. Forse sono più avaro di Paperon de Paperoni, oppure i prodotti locali non mi gasavano. La verità sta nel mezzo.
Maledezione a questa valigia, non riesco a chiuderla! Rispetto a Como non ho nulla in più, a parte i dipinti della tettona di Piazza Navona, eppure mi sembra di avere il doppio dei vestiti rispetto alla partenza. Il compagno di avventura consulta freneticamente la cartina, siamo diretti a Pesaro. Ci aspettano quattro giorni di mare. Non lo so...io sarei rimasto a Roma.
Nerd dice che in due ci rompiamo un po' ed è meglio cambiare. Pesaro è bella e, soprattutto, c'è la compagnia dei suoi amici ad attenderci.
Spero almeno di non soggiornare in un tugurio simile a quello di quattro anni prima. Peggio è difficile; persino il Nerd, di solito di bocca buonissima, si era lamentato...il che è tutto dire. Un lato positivo è che potrò rivedere la Sfera Pomodoro, l'iconica scultura di Arnaldo Pomodoro.